Capitoli Programma

01. Partecipazione, Trasparenza e Rapporti con i Cittadini

DIRITTI SOCIALI POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
(Allegato n. 14 del “nuovo” DLgs n. 118/2011)

Fino a pochi anni fa il cittadino italiano, benché riconosciuto sovrano dalla Costituzione, era di fatto di fronte alla burocrazia suddito, perché:

  • ogni procedimento amministrativo era atto di volontà unilaterale da parte dell’Amministrazione, ed il cittadino non poteva intervenire per far valere le proprie ragioni;
  • la Pubblica Amministrazione non aveva l’obbligo di concludere il procedimento amministrativo con un provvedimento esplicito;
  • il “segreto d’Ufficio” era un imperativo che nascondeva l’operato della Pubblica Amministrazione di fronte al cittadino, e non lo garantiva dal rischio di parzialità o abusi;
  • nessun funzionario era personalmente responsabile della pratica, ed il cittadino non veniva mai a conoscenza di dove quest’ultima giacesse;
  • non c’era l’obbligo di chiudere la pratica entro tempi prestabiliti, e il cittadino poteva aspettare anni prima di vedere riconosciuto un suo diritto.

Oggi, con la nuova legislazione, dalla legge 241/90 fino al recente Testo Unico sull’ordinamento degli enti locali, la Pubblica Amministrazione ha l’obbligo di rinnovarsi, nell’ottica dei diritti del cittadino e dell’accessibilità ai dati amministrativi. Tuttavia, la retorica della partecipazione è attualmente fondata sul far sentire importanti le persone, senza che tuttavia lo siano in realtà. Occorre
ritrovare il gusto del confronto di idee oltre le appartenenze, riscoprire il confronto autentico, abbandonando la gestione del potere basato su un consenso poco consapevole e poco attivo. Diversamente, la sfiducia continuerà ad essere alimentata, e insieme con essa fioriranno populismo e rabbia. Ricostruire la partecipazione, ricostruire l’opinione pubblica, formare intermediari credibili e non autoreferenziali diventa la precondizione per porre le basi di una comunità più egualitaria. La partecipazione è quindi un processo, sistematico e strutturato, fatto di tappe e strumenti, che consente ai cittadini, portatori di interesse e decisori, di confrontarsi e condividere sia le problematiche del territorio sia le decisioni che lo influenzeranno: pensiamo che Arquata possa, nel medio e lungo termine, attivarsi per recuperare la propria dimensione di comunità e crediamo fondamentale favorire tale percorso con strumenti di partecipazione democratica, che non si limitino alla consultazione, ma prevedano forme di reale informazione, comunicazione e condivisione di decisioni che riguardano la collettività. L’obiettivo principale del percorso di partecipazione è quello di creare nuovi spazi di discussione e nuovi strumenti operativi, che consentano ai cittadini di avere un peso nella definizione delle politiche del Comune, e ne garantiscano il
buon esito.

Azioni locali pensando al territorio

La Pubblica Amministrazione ha, secondo noi, l’obbligo di rinnovarsi in direzione dei diritti del cittadino (decreto legislativo 33/2013); la nostra visione è quella di un servizio comunale che aiuti il cittadino:

  • nelle difficoltà del rapporto quotidiano con le istituzioni;
  • nello snellimento dell’azione amministrativa, utilizzando tutti gli strumenti previsti dalla legge;
  • con l’abolizione della burocrazia inutile (articolo 15, comma 1, della Legge 12 novembre 2011, n. 183, che ha modificato il “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa” di cui al DPR 28 dicembre 2000, n. 445);
  • nella stipula di un patto in cui si chiarisca quali siano i Livelli Sociali Essenziali garantiti, cioè come e in quale modo il Comune si impegna a mantenere servizi ritenuti essenziali senza interventi tariffari o normativi che ne stravolgano l’assetto;
  • nell’applicazione della trasparenza (tempi dei procedimenti, nomi dei funzionari responsabili, motivazioni);
  • nella partecipazione allo svolgimento dell’azione amministrativa, esercitando un controllo democratico sulla correttezza e sull’imparzialità dell’Amministrazione;
  • nel problema della locazione di immobili di enti pubblici e delle procedure di sfratto a carico di numerosi cittadini, nonché nelle tematiche afferenti le procedure di dismissione degli immobili di proprietà pubblica;

Cosa può fare da subito il Comune?

Trasparenza significa innanzitutto considerare efficace quella comunicazione che è in grado di raggiungere tutti i cittadini: non bastano un sito internet, una newsletter, una piazza o un megafono. Servono tutti i mezzi possibili, tutti i linguaggi e i codici, ma ancor più è necessario educarsi reciprocamente ad una prassi corretta di scambio, tra Comune e cittadini. Qui di seguito elenchiamo
alcuni obiettivi di buone prassi, già sperimentate con successo in altri Comuni, finalizzate ad abbattere le barriere burocratiche:

  • fornire strumenti per la adeguata conoscenza dei rapporti con gli enti gestori dei servizi essenziali, che sono quelli volti a garantire il godimento dei diritti della persona (tutelati dalla Costituzione) alla vita, alla salute, alla libertà ed alla sicurezza, alla libertà di circolazione e di comunicazione, all’assistenza e previdenza sociale, all’istruzione;
  • snellire le procedure per l’acquisizione dei certificati necessari e verificare la rispondenza di questi a quanto dichiarato dal cittadino;
  • fornire strumenti per la adeguata lettura delle bollette di fornitura di gas, acqua e luce, e predisporre strumenti per la relazione con i fornitori;
  • evitare che si perpetrino ulteriori frodi, abusi ed ingiustizie nei confronti dei cittadini coinvolti nelle procedure di sfratto, che spesso si sommano a concreti problemi di sopravvivenza;
  • fornire informazioni sia sulle modalità di protezione dei diritti, sia sui costi delle procedure legali e delle prestazioni professionali, sulle azioni giudiziarie, sulla mediazione e l’arbitrato (con i relativi vantaggi in termini di costi e durata della procedura), sulle condizioni di accesso alla difesa d’ufficio e al gratuito patrocinio;

Percorsi di sviluppo possibili

La crescita di una comunità mediante gli strumenti della trasparenza, partecipazione e cura dei rapporti tra i cittadini e l’istituzione non può che essere graduale e continuata. Ci proponiamo di costruire i percorsi qui indicati dedicando tempo ed energia anche all’interno dell’amministrazione, perché ciascuno possa sentirsi parte di un processo determinante.
Ci impegniamo a “far uscire il Comune dal Palazzo” e ad aprire il più possibile le sue porte ai cittadini, attraverso:

  • apertura di uno sportello ambulante del Comune presso il mercato cittadino, ogni due settimane, per favorire un dialogo più immediato, essendo il mercato luogo in cui le persone, ritrovandosi, si scambiano punti di vista ed evidenziano problemi e questioni. Per la stessa ragione, periodicamente lo sportello raggiungerà le frazioni;
  • avvio del bilancio partecipativo, un processo di democrazia diretta consistente nell’assegnare una quota di bilancio del Comune alla gestione diretta dei cittadini, che vengono così messi in grado di interagire e dialogare con le scelte dell’Amministrazione per modificarle a proprio beneficio. Grazie a questo strumento, tutti coloro i quali vivono, studiano o lavorano ad Arquata potranno conoscere il bilancio, approfondirne i contenuti e partecipare attivamente alla scelta dei progetti su cui investire;
  • obbligo di consultazioni pubbliche prima di eventuali grandi opere urbanistiche, anche private, per non imporre al territorio la volontà di pochi;
  • azioni per un controllo diffuso da parte del cittadino sull’operato delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche;
    • strumenti che rendano più semplice la lettura e la comprensione del bilancio comunale, garantiscano l’accesso pubblico alle sue voci, e producano un documento di consuntivo;
    • redazione di un bilancio sociale, per rendere conto ai cittadini dei servizi erogati e delle attività realizzate nel corso dell’anno. Il bilancio sociale è uno strumento non obbligatorio di rendicontazione pubblica dell’attività dell’Amministrazione, che riguarda non tanto l’aspetto meramente finanziario, quanto l’utilizzo efficace ed efficiente delle risorse a disposizione. L’obiettivo del bilancio sociale è spiegare in modo più chiaro ed analitico ciò che l’Amministrazione comunale è riuscita, oppure no, a realizzare. Si tratta, pertanto, di uno strumento utile per capire che cosa “fa” il Comune e per esprimere una valutazione sul lavoro svolto;
    • controllo diffuso di ogni fase del ciclo di gestione della performance, per consentirne il miglioramento, al fine di assicurare a tutti la conoscenza dei servizi resi, le caratteristiche quantitative e qualitative, nonché le modalità di erogazione;
    • prevenzione di fenomeni corruttivi e promozione dell’integrità degli amministratori e dei funzionari;
    • trasmissione in streaming delle sedute del consiglio comunale, oltre che di incontri ed eventi pubblici, per offrire una concreta trasparenza e rendere partecipe la cittadinanza;
  • sportello dei diritti del cittadino:
    • attivare un servizio di conciliazione extragiudiziale;
    • contribuire a diffondere le informazioni sull’accesso al bonus per l’energia elettrica, il gas e il servizio idrico da parte dei potenziali beneficiari;
    • costituire uno sportello legale dove i cittadini potranno rivolgersi ad avvocati (o praticanti abilitati) e conoscere i principali metodi di tutela accessibili a tutti;
  • studio e realizzazione di un accesso pubblico e gratuito alla rete internet, che copra inizialmente almeno le aree più frequentate (stazione FS, piazza Santo Bertelli, piazza dei Caduti, Poliambulatorio) e successivamente le frazioni: una maggiore disponibilità del collegamento internet potrebbe rendere possibile a persone con difficoltà di mobilità l’acquisto di prodotti dai negozi arquatesi che desiderassero organizzarsi per consegne a domicilio;
  • pubblicazione cartacea gratuita e periodica (mensile), da distribuire presso tutti i locali pubblici: sarà dato spazio alle comunicazioni della maggioranza e della minoranza, agli orari dei servizi, all’agenda degli appuntamenti del Comune.
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