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Licenziamenti Cementir. La nostra posizione!

Premessa

L’industria Cementir è uno dei principali produttori di cemento e calcestruzzo in Italia.
Entrata sotto il controllo del gruppo Caltagirone nel 1992 con la privatizzazione dell’IRI, la Cementir ha perseguito una strategia di diversificazione geografica che ha radicalmente trasformato il Gruppo in una realtà multinazionale.
La società è controllata, ora, dalla Cementir Holding SpA, attiva in campo internazionale nel settore dei materiali da costruzione. Core business della Cementir Holding, guidata da Francesco Caltagirone Jr, è la produzione e la distribuzione del cemento e del calcestruzzo in tutto il mondo.
Attraverso le sue società operative Aalborg Portland, Cimentas e Cementir Italia, Cementir Holding è presente in 16 paesi e 5 continenti; nel 2014 ha venduto 9,6 milioni di tonnellate di cemento, 3,5 milioni di metri cubi di calcestruzzo e 3,3 milioni di tonnellate di inerti.

Cementir Holding è il più grande produttore ed esportatore di cemento bianco al mondo, con siti produttivi in Danimarca, Egitto, Cina, Malesia e Stati Uniti. La capacità produttiva degli stabilimenti di cemento bianco del Gruppo è di 3,3 milioni di tonnellate, e il cemento prodotto viene esportato in oltre 60 paesi nel mondo. Il gruppo Cementir è l’unico produttore di cemento in Danimarca, il quarto in Italia e tra i primi in Turchia, oltre ad essere leader nella produzione di calcestruzzo in Scandinavia. La società opera in 15 paesi con una forza lavoro di 3.200 dipendenti e con 20 impianti di produzione, 2 centri di ricerca e sviluppo in Italia e Danimarca e 1 laboratorio in Turchia. Cementir controlla anche 115 impianti di calcestruzzo di cui 18 in Italia, 82 in Scandinavia e 15 in Turchia. Nel mese di ottobre di quest’anno ha acquisito la Compagnie des Ciments Belges.
Cementir Italia Spa e Cementi Sacci acquisita al 100% nel mese di luglio di quest’anno operano nella produzione e distribuzione di cemento grigio con una capacità annua installata di circa 6.8 milioni di tonnellate. Cementir Sacci controlla 5 impianti produttivi ubicati a Testi-Greve in Chianti (capacità produttiva di circa 0.8 milioni di tonnellate), Tavernola (capacità produttiva di circa 0.7 milioni di tonnellate), Cagnano Amiterno (capacità produttiva di circa 0.55 milioni di tonnellate), Castelraimondo (capacità produttiva di circa 0.5 milioni di tonnellate), Livorno (attualmente non operativo) e 3 Terminali (Ravenna, Vasto e Manfredonia). Nel settore del calcestruzzo la
controllata Betontir Spa gestisce 16 centrali di calcestruzzo situate nell’Italia centro-meridionale, tra cui Civita Castellana, Tor Vergata, Tor Pagnotta, Tor Cervara, Casilina, Sermoneta e Cassino nel Lazio, San Severino e Spello in Umbria, Bari e San Giorgio Jonico in Puglia.Il Gruppo Aalborg Portland è operativo nella produzione e vendita di cemento e calcestruzzo nei Paesi Scandinavi, Egitto ed Estremo Oriente. Il gruppo Cimentas, è operativo nella produzione e vendita di cemento e calcestruzzo in Turchia nonché nel riciclo rifiuti in Turchia e nel Regno Unito. Inoltre Cementir Holding, attraverso la sua controllata Sinai White Portland Cement, vanta il più grande impianto di
produzione di cemento bianco al mondo a El-Arish, in Egitto.
Cementir Italia, fondata nel 1947, oggi opera con 4 impianti di produzione ubicati ad Arquata Scrivia (capacità produttiva di circa 0.8 milioni di tonnellate), Spoleto (capacità produttiva di circa 0.7 milioni di tonnellate), Maddaloni (capacità produttiva di circa 1.4 milioni di tonnellate) e Taranto (capacità produttiva di circa 1.4 milioni di tonnellate) e 3 terminali (Civitavecchia, Crotone e Reggio Calabria).
Nella relazione del Consiglio di Amministrazione del 10 dicembre 2015, presieduto da Francesco Caltagirone Jr, il Gruppo prevedeva di raggiungere un margine operativo lordo di circa 190 milioni di Euro e un indebitamento finanziario netto di circa 180 milioni di Euro, con investimenti industriali programmati per circa 65-70 milioni di Euro. Cementir Holding, pur preoccupata per la situazione instabile in Turchia, pronosticava un aumento dei volumi di vendita sia di cemento (in particolare in Scandinavia, Egitto e Malesia) che di calcestruzzo (in particolare in Turchia e Italia), il miglioramento dell’operatività delle società attive nel trattamento dei rifiuti in Turchia e UK, una
riduzione dei costi fissi oltre che efficienze sui costi dell’energia. Il margine operativo lordo, è cio’ che “resta” dei ricavi dopo aver sostenuto i costi inerenti la produzione e indica l’efficienza produttiva di un’azienda . Nel caso di Cementir Holding era nel 2015 di 194 milioni di euro con un incremento rispetto al 2014 di circa 2 milioni di euro. La Cementir Holding ha un patrimonio netto di circa 1.121.000.000 di euro circa.

La situazione ad Arquata Scrivia oggi

Ad Arquata Scrivia lo stabilimento è attivo dal 1959 ed è stato, negli anni, fonte di non pochi problemi ambientali per via delle polveri di lavorazione.

Come già scrivevamo nel nostro programma amministrativo :
“Cementir viaggia ormai da anni a regimi ridotti e i dipendenti sono in cassa integrazione a rotazione. Di recente si sono avute le prime condanne, per quanto di importo modesto, per i vertici della Cementir, a causa dell’inquinamento per polveri ed odori, che creavano problemi alla respirazione dei residenti nelle zone circostanti. L’innalzamento del camino, voluto dall’ultima amministrazione, non ha sortito effetti in tal senso, comportando solo un costo per la ditta e spostando il problema in zone più distanti dall’insediamento industriale. Al momento a destare preoccupazione non è tanto la ripresa dell’attività industriale, che non sembra ripartire nonostante le velleitarie promesse del Terzo Valico, quanto la sua trasformazione in inceneritore senza
neanche gli accorgimenti che prevederebbe un impianto realizzato nativamente per essere appunto un inceneritore…”

Lo stabilimento occupa poco meno di 60 lavoratori e da tempo è sotto la spada di damocle dei licenziamenti. I tentativi per scongiurare l’allontamento di 25 lavoratori si sono sussuguiti senza un nulla di fatto per tutta la primavera, l’estate e l’autunno. Il gruppo Cementir ha più volte cambiato posizione e promesse senza infine mantenere né le une né le altre. La vertenza Cementir infine è tornata al ministero del Lavoro, dove le parti hanno steso il verbale della mancata intesa tra i sindacati e l’azienda del gruppo Caltagirone, che ha avviato i licenziamenti collettivi di 106 lavoratori (e di ulteriori 83 unità presso i siti dell’acquisita Sacci).
Nel caso di Arquata la società si è dischiarata non disponibile al ricorso alla cassa integrazione straordinaria in deroga «avendo proposto ad una parte consistente dei lavoratori occupati, nuove opportunità di lavoro sia all’interno del gruppo Caltagirone che, per la maggioranza, presso aziende terze alle quali è stato chiesto di dare garanzie occupazionali per non meno di tre anni, assicurandosi il mantenimento della retribuzione annua lorda percepita», si legge nel verbale di mancato accordo siglato al ministero del Lavoro.

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