Capitoli Programma

06. Agricoltura, Politiche Agroalimentari, Fiere e Mercati

AGRICOLTURA POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCAI
(Allegato n. 14 del “nuovo” DLgs n. 118/2011)

“Se mangi, sei coinvolto in agricoltura” cit. Valli Unite
Questo motto, nato qualche anno fa, aveva lo scopo di ricordare ai cittadini l’importanza dell’agricoltura per la loro vita quotidiana, in un periodo in cui poco si parlava di questo settore.
Il settore agroalimentare, tuttavia, rappresenta da alcuni anni un ambito di crescita occupazionale e di innovazione, nella traccia di quella green economy che sta caratterizzando i programmi di sviluppo economico europeo. Nel secondo trimestre del 2014 – periodo di calo del Pil, tanto per contestualizzare il dato – l’occupazione del settore agricolo è cresciuta del 5,6%.
Pochi se ne sono accorti, in questi anni, ma l’agricoltura è una delle poche vere eccellenze che sono rimaste a questo paese. Secondo l’ISTAT il 2015 si è rivelato un anno decisamente favorevole per
l’occupazione giovanile in agricoltura. Il dato dell’occupazione nel settore è migliore di quello del totale economia, soprattutto per quanto riguarda i giovani. Il Settembre 2015 registra un totale di 35.204 occupati in Agricoltura in più rispetto al settembre 2014: di questi 19.860 sono giovani. Anche nella Scuola Secondaria che fa riferimento al settore enogastronomico si nota un aumento di studenti. In quest’anno scolastico 2015-2016: 61mila iscritti alle scuole secondarie (46mila iscritti nei settori enogastronomia e alberghieri più 15mila iscritti alle prime classi degli Istituti tecnici e professionali agrari), con un aumento del 44% rispetto all’anno precedente. Servizi e benessere in agricoltura si declinano come produzione di cibo di qualità e presidio agricolo del territorio: sono le due facce della stessa medaglia, di massimo interesse per chi ha deciso in questi ultimi anni di lasciare le città per vivere in un ambiente meno stressante e più vicino a standard qualitativi a misura di bambino. Purtroppo, a dispetto del verde che ne compone le frazioni, Arquata raccoglie l’eredità pesante di un passato prossimo caratterizzato dall’industria chimica e della lavorazione del cemento che mal si coniugano con il desiderio di un ambiente salutare in cui costruire il proprio avvenire, ancorché di pendolari. L’abbandono dell’attività agricola nelle valli Spinti e Borbera ha determinato la rottura definitiva del sistema di regimentazione delle acque nelle campagne delle nostre frazioni, ma anche tutta l’area a ridosso del paese ha risentito dell’incuria e recentemente ne abbiamo avuto una prima prova. Occorre restituire significato e valore economico alla terra, perché non sia il cemento l’unica sua possibile destinazione: esaurita l’area edificabile in paese con costruzioni che costeggiano la ferrovia da un lato non possiamo concedere anche le frazioni alla nuova edilizia, ma per fronteggiare gli appetiti economici dei costruttori occorre favorire quelli più naturali di tutti i cittadini, favorendo insediamenti agricoli nei terreni che ancora possono essere coltivati o destinati ad allevamento.
La terra abbandonata è esattamente il terreno su cui si vuole far correre il Terzo Valico dei Giovi: tornare ad occuparsene per insediamenti economici è una risposta di buon senso a chi pensa che non valga nulla.

Azioni locali pensando al territorio

Occorrerà fare un po’ di ordine nell’offerta ormai generalizzata di fiere e feste. Senza nulla togliere al puro divertimento, queste occasioni di incontro possono essere sfruttate ancora meglio.

Pensiamo al mercato del baratto, del riciclo, dell’usato, del dono e della storia e tradizione locale. La Fiera del 1 maggio per fortuna ha conservato abbastanza la sua vocazione agricola (zona degli animali, macchine agricole, piante e piccoli attrezzi) ed in questo senso riteniamo vada potenziata. In una logica di area vasta, la vocazione di Arquata è di logistica, area di incontro di strade e ferrovie, naturale sbocco delle valli Spinti, Borbera e Scrivia. Riteniamo che ogni azione di incentivo alla produzione agricola e all’allevamento debba essere pensata nell’ambito delle attività già in corso o a progetto nell’area GAL Giarolo e nelle progettualità in corso nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale.
Tuttavia, occorre che il Comune di Arquata si ponga a servizio del sistema con ruolo di coordinamento nella ricerca di ulteriori opportunità di attrazione di finanziamenti e di collaborazioni, anche con soggetti privati.

Proponiamo azioni che riguardano noi ma, in prospettiva, anche i nostri territori e che quindi vanno pensate ed agite in sinergia con i Comuni vicini.

Cosa può fare da subito il Comune?

  • Censimento e promozione delle aziende agricole e dei servizi offerti: monitorare terreni e fabbricati utilizzabili per i nuovi insediamenti o per pratiche orticole dei cittadini;
  • Valorizzazione e promozione delle produzioni del territorio delle valli Lemme, Scrivia, Borbera e Spinti nelle Fiere e nei mercati locali: incentivo alla partecipazione al mercato di produttori locali e del territorio: evento locale periodico dedicato allo Scambio dei semi;
  • Convocazione di un Tavolo di confronto con le associazioni degli agricoltori e gli enti del settore nel processo di valorizzazione di un sistema agricolo sostenibile, attraverso un programma di formazione alle pratiche agricole rivolto ai cittadini e agli imprenditori agricoli;
  • Promozione delle attività agrituristiche e controllo del rispetto delle norme e regole esistenti, esercitando la funzione di controllo cui il Comune è preposto, valutazione di un percorso per l’accreditamento ad ente certificatore di qualità;
  • Sostenere le aziende a basso impatto ambientale: riservare il sostegno pubblico ai modelli di produzione ed alle aziende che creano benefici all’impiego ed all’ambiente;
  • Mettere a disposizione terreni e beni del Comune per progetti di educazione ambientale e cultura rurale (es. con le scuole);
  • Predisporre ordinanze per la manutenzione dei fondi privati e incentivi collaborativi;
  • Incentivare la manutenzione condivisa dei sentieri, che per la maggior parte sono strade interpoderali di accesso a fondi non più coltivati, ma rappresentano ancora percorsi di lavoro per i cantieri di taglio boschivo;
  • Adottare regolamenti comunali che possano agevolare le produzioni agricole (es. deroghe o copertura costi Asl).

Percorsi di sviluppo possibili – obiettivi

  • Creazione di uno Sportello per la terra e la cultura Rurale presso il Comune in collaborazione con le Associazioni di categoria e i rappresentanti del Consorzio agricolo con il compito di:
  • Fornire informazioni al pubblico sulle produzioni agroalimentari di area vasta;
  • Favorire l’incontro domanda-offerta (funzione di garante e facilitatore) per l’estensione delle superfici agricole;
  • Semplificare le pratiche per i piccoli agricoltori e orticoltori e favorire relazioni con ASL;
  • Fornire consulenza per la partecipazione ai finanziamenti a bando e interpretazione dei regolamenti;
  • Fornire consulenza d’impresa per la valutazione complessiva di progetti di imprese agricole: supporto alla costruzione di una mentalità imprenditoriale coerente con lo sviluppo sostenibile.
  • Destinare locali comuni in aree della città dedicate ai Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.), per l’acquisto collettivo e diretto dei prodotti agricoli a filiera corta o a chilometro zero e favorire l’attività di distribuzione di tali prodotti ai cittadini, alle mense scolastiche e ai ristoratori; creare le migliori condizioni per l’organizzazione di un servizio di e-commerce per i produttori locali (magazzino, piattaforma internet, promozione);
  • Favorire i giovani agricoltori/allevatori/produttori e agevolarne l’accesso alle terre demaniali non produttive a causa di un vincolo o di una pianificazione strategica a lungo termine, mantenendo la proprietà pubblica e col vincolo di sviluppare progetti di agricoltura ecosostenibile e occupazione degnamente retribuita.
  • Favorire la crescita di cultura di accoglienza presso gli operatori agricoli locali (progetti di formazione per la conoscenza e il racconto del territorio; lavorare in armonia e co-progettare con operatori della ristorazione, dell’accoglienza e della cultura in un progetto di sviluppo turismo rurale) e partecipare a piani di sviluppo di area vasta, con particolare attenzione alle Valli e alle frazioni;
  • Progetto di Albergo diffuso: ricerca di collaborazione con le Università e studio di un progetto di valorizzazione del territorio rurale delle valli Lemme, Scrivia, Borbera e Spinti, mediante il recupero ad uso ricettivo e il coordinamento di singole unità abitative in luoghi di particolare interesse ambientale e culturale.
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