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Il 17 aprile votiamo sì al referendum sulle trivelle

Ecco cos’è il referendum sulle trivelle
Il 17 aprile, saremo invitati a rispondere al referendum sulle scadenze delle concessioni alla trivellazione in mare. Il livello di attenzione e di informazione sull’evento non è tra i più alti. Pensiamo, quindi, sia utile provare a spiegare il senso del referendum

Il referendum rientra, insieme all’iniziativa legislativa popolare e alla petizione, tra gli istituti di partecipazione diretta dei cittadini alla democrazia. L’ordinamento italiano prevede diverse tipologie di referendum: il referendum abrogativo (art. 75 Cost.); il referendum approvativo con funzione oppositiva nel procedimento di revisione costituzionale (art. 138 Cost.); il referendum relativo alla modificazione territoriale di Regioni, Province e Comuni (artt. 132 e 133 Cost.); il referendum sugli Statuti regionali (art. 121 Cost.); il referendum regionale in due diverse forme, abrogativo e consultivo (art. 123 Cost.); il referendum provinciale; il referendum comunale. In Italia i referendum sono di solito di tipo abrogativo come in questo caso. Tramite un referendum si può abrogare, quindi cancellare, in tutto o in parte (potendo essere abrogate delle singole disposizioni e, addirittura, delle singole parole) una legge o un atto avente forza di legge  qualora lo richiedano 500 mila elettori o cinque Consigli regionali.  
A partire dal 1978, la Corte Costituzionale ha richiesto che il quesito referendario sia omogeneo, chiaro e univoco. Dopo l’iter legislativo previsto e dopo l’ammissione del quesito referendario da parte della Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica fissa la data della votazione in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno (l. n. 352/1970). La votazione è valida se ad essa prende parte almeno la metà più uno degli aventi diritto. Nel caso di votazione valida, si calcolano i voti favorevoli e i voti contrari. Se la proposta di abrogazione ottiene la maggioranza dei voti validi, il Presidente della Repubblica proclama con proprio decreto l’esito della votazione del referendum abrogativo, dichiarando l’avvenuta abrogazione della legge (o di parte di essa). Tra i referendum più importanti, vanno ricordati quelli sul divorzio (1974) e sull’aborto (1981); sulla «scala mobile» (cioè sull’adeguamento automatico dei salari all’inflazione, 1985); sul nucleare (1987); sul sistema elettorale (1991, 1993).

Il referendum del 17 aprile è stato indetto, in base all’articolo 75 della Costituzione, su iniziativa di nove Consigli Regionali: Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise.
In esso viene chiesto a tutti gli elettori italiani di abrogare una norma che consente alle società impegnate nella ricerca e nella produzione di idrocarburi liquidi e gassosi (soprattutto petrolio e metano) nel mare italiano di proseguire la loro attività anche oltre la scadenza della concessione ottenuta dal governo. Le leggi in vigore vietano la costruzione di nuovi impianti entro le 12 miglia marine (circa 22,2 km), ma consentono agli impianti già esistenti lo sfruttamento dei giacimenti per un periodo indeterminato.

SE VINCE IL SÌ
Una vittoria del «sì» prevederebbe il termine delle attività di estrazione alla scadenza fissata al momento del rilascio della concessione. Il referendum non riguarda le nuove trivellazioni: già oggi le compagnie non possono richiedere nuove concessioni entro le 12 miglia.

SE VINCE IL NO
Se vince il «no», in sostanza, (o se non viene raggiunto il quorum cioè il 50% più uno degli aventi diritto al voto) le ricerche nei giacimenti italiani non avrebbero un termine certo, ma continuerebbero fino all’esaurimento degli stessi, anche se la legge in vigore impedisce alle società petrolifere di chiedere nuove concessioni per estrarre entro le 12 miglia.

SONO FAVOREVOLI
Secondo l’elenco stilato dall’AgCom i «soggetti politici favorevoli» al referendum sono: la Federazione dei Verdi, L’Altra Europa con Tsipras, Possibile (l’associazione di Pippo Civati), Sinistra Ecologia e Libertà, l’Italia dei Valori. Nell’elenco ancora la Lega Nord e il Movimento 5 Stelle. Ci sono, inoltre, numerose associazioni ambientaliste  e no. Tra le altre Arci Caccia, Aref International, Asud, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Comuni Virtuosi, Associazione nazionale Giuristi Democratici, Associazione per la Decrescita nazionale, AssoTurismo Confesercenti, AUSF Confederazione delle Associazioni Universitarie degli Studenti Forestali d’Italia, Avaaz, Club Amici dei Borghi Autentici, Cittadinanzattiva, Città in Bici, Coordinamento nazionale NO TRIV, Confederazione Italiana Agricoltori, Confederazione Cobas, Cospe, Energoclub, E.N.P.A.,Fairwatch Fare Verde, Fare Ambiente, Federazione Italiana Media Ambientali, Federconsumatori, Federparchi ,FIAB, Fiom-Cgil, Focsiv – Volontari nel mondo, Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Fondazione UniVerde, Forum siciliano dei Movimenti per l’acqua, Forum nazionale del terzo settore, Greenpeace,Kyoto Club, Innovatori Europei,Gruppo insegnanti di geografia autorganizzati, Italia Nostra, Italian Climate Network, La Nuova Ecologia, Lav, Leaf, Legambiente, Libera, Liberacittadinanza, Lipu, Mani Tese – Associazione Nazionale, Marevivo, MEPI–Movimento Civico, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento per la decrescita felice, Movimento Consumatori, Pro-Natura, Sì Rinnovabili No nucleare, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Unione degli Studenti, UISP, Unione degli Universitari, Unione Sindacale di Base, Unione Produttori Biologici e Biodinamici, Zeroviolenza, WWF, Rete 100 Passi, Medicina Democratica Onlus, WILPF- Italia ( womens international league for peace and freedom), ECORADICALI – Associazione Radicale Ecologista, Ordine dei Biologi, LAC Lega per l’Abolizione della Caccia.

SONO CONTRARI
L’elenco dei contrari, decisamente più breve del precedente, è stato suddiviso dall’AgCom in due categorie: coloro che invitano a votare «no» come i Federalisti democratici europei e quelli che puntano all’astensione. Tra questi spicca la posizione del Pd che, sul tema, appare spezzato in due. Defilate le altre formazioni politiche: nell’elenco risalta, per ora, l’assenza di Forza Italia.

NOI PENSIAMO
Crediamo che il referendum sia un fondamentale istituto di democrazia diretta. Naturalmente esso richiede, per ridurre i costi, sia di efficienza sia di consenso, non solo un alto grado di partecipazione politica, ma anche un buon livello di conoscenza e di competenza circa le questioni trattate. Il referendum ebbe origine nell’antica Roma e poi venne usato nelle comunità montanare della Svizzera, in cui delegati alle diete cantonali si pronunciavano con riserva ad audiendum et referendum nei confronti dei loro deleganti. Come altri istituti di democrazia diretta (diritto di petizione, potere di iniziativa popolare delle leggi ecc.), è stato applicato in tutti gli ordinamenti che si ispirano ai principi della partecipazione popolare al governo.
Negli anni, il referendum si è rivelato un istituto positivo sia come esercizio di potere decisionale sia come salvaguardia delle libertà civili e democratiche. Esso migliora il controllo da parte dei cittadini sui propri rappresentanti al potere esecutivo e legislativo. Invitiamo perciò tutti a non disertare le urne per non svilire e, infine, snaturare una possibilità di democrazia diretta che la Costituzione ci mette a disposizione.
Siamo consapevoli che non si otterranno risultati nell’immediato, ma che si sta intraprendendo solo un cammino verso una nuova consapevolezza ecologica ed a favore di un sistema  più sostenibile.
Il voto referendario può, infine, servire per indicare la via di una nuova politica energetica.  
La nostra lista ha scelto di schierarsi per il SI e vi invitiamo a fare altrettanto.

Bibliografia ragionata

Enciclopedia Treccani Istituto del referendum
V. Crisafulli, Norme regionali e norme statali in materia di referendum, in “Riv. amm.”, 457, 1955;
C. Mortati,Significato del referendum, in “Rass. parl.”, 60, 1960;
P. Virga, Diritto costituzionale, Milano, 1971;
G. M. Salerno, Referendum, Padova, 1992.
Il Tempo http://www.iltempo.it/economia/2016/03/22/ecco-cos-e-il-referendum-sulle-trivelle-1.1521617
Internazionale http://www.internazionale.it/notizie/2016/03/23/trivelle-referendum-quesito-spiegato
Comitato per il SI http://www.fermaletrivelle.it/adesioni/
Micromega http://temi.repubblica.it/micromega-online/referendum-contro-le-trivelle-le-narrazioni-tossiche-smontate-punto-per-punto/

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