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Arquata Bene Comune è una associazione politico-culturale di Arquata Scrivia che affonda le sue radici nel 2015 quando un gruppo di persone del paese ha dato vita ad un laboratorio culturale. Da allora il gruppo è cresciuto e si è trasformato, dotandosi di una vera e propria struttura organizzativa. Le elezioni comunali, del giugno 2016, hanno convinto alcuni di noi, forti della condivisione di tutto il gruppo, a presentarsi alla competizione elettorale. Il nostro candidato alla carica di Sindaco è stato Diego Sabbi che oggi siede in Consiglio Comunale tra i banchi della minoranza. Attuale Presidente è Orietta Venturi .

Arquata vive, come gran parte della nazione, una grave crisi che non è solo economica ma riguarda il modo di stare insieme, di vivere e di condividere una comunità.

La mancanza di tempi di aggregazione, la carenza di luoghi di confronto, la penuria di risorse economiche, rendono ancora più acuto questo disagio.

Negli anni sono scomparsi gli spazi di dialettica e di dialogo e si sono disperse conoscenze sino a dissolvere atteggiamenti e idee considerati, sino a poco fa, valori fondamentali e fondanti del vivere sociale.

Crediamo fermamente che solo partendo dal basso, dalle piccole comunità e con piccoli gesti si possa ripartire per sconfiggere la non cultura del governo del “tutto e adesso”.

Pensiamo che oggi non possa esistere stabilità economica senza sostenibilità sociale ed ambientale, quindi anche nel nostro territorio occorrerà favorire lo sviluppo di esperienze fedeli a questo principio.

Tuttavia l’economia non è l’unica cosa importante ed in una piccola realtà come la nostra si possono (e si devono) provare esperienze che rimandino a ciò che pensiamo sia fondamentale: la cura del territorio, la bellezza, il tempo vissuto più lentamente, l’aggregazione ed il confronto costante, la trasparenza e concretezza nel prendere delle scelte, la condivisione di queste ultime, l’integrazione e l’accoglienza.

Siamo un insieme di persone unito dalla voglia di sentirsi “cittadini attivi” che possano dare, ciascuno secondo le proprie capacità ed esperienze, il proprio contributo per migliorare i vari aspetti della vita della piccola città dove ogni giorno viviamo e ci confrontiamo.

Rifuggiamo dal pressappochismo che ha caratterizzato l’ultimo trentennio e crediamo fermamente sia necessaria una discussione fondata su dati e condotta con metodo rigoroso. Per fare questo, quindi, sarà necessario acquisire informazioni, statistiche, elaborati che riguardino il nostro territorio e non solo. Pensiamo infatti che raccogliersi intorno ad ogni campanile sia riduttivo e nasconda il senso più profondo del vivere il territorio che è fatto anche di interscambi continui con le comunità limitrofe.

Ad oggi siamo fieri di poter dire che ogni storia personale è divenuta, per noi, ricchezza e che ciascuno ha contribuito a titolo personale alla discussione che ci ha portato fino a qui.

Essa parte dall’assunto che si ha il dovere di essere cittadini attivi nella propria comunità e che fare politica è un onore.

Chi è eletto ha il dovere di ben operare e coloro che lo hanno scelto quello di esercitare un controllo continuo sull’azione dei propri delegati.

Abbiamo deciso che i punti fondanti del nostro agire debbano essere:

  • Trasparenza
  • Partecipazione
  • Coerenza
  • Legalità
  • Assenza di conflitti di interesse
  • La centralità ed inalienabilità dei beni comuni
  • La tutela del territorio e delle sue risorse
  • L’importanza di allargare i nostri confini di relazione oltre il nostro Comune ai territori limitrofi
  • L’importanza della qualità dell’ambiente e della qualità di vita
  • La conoscenza della nostra storia e dei nostri luoghi
  • L’antifascismo ed il rispetto della Costituzione
  • Il no secco al razzismo: la diversità e la centralità dell’individuo sono un valore
  • La promozione delle arti come momento di conoscenza e curiosa apertura al nuovo
  • Il lavoro quale elemento di identità e dignità umana, non una merce

La partecipazione è conditio sine qua non dell’essere cittadino attivo e doverosamente partecipe della cosa pubblica. Essa deve essere favorita in tutti i modi e presuppone un contratto trasparente tra eletti ed elettori.

Chi si occupa direttamente della cosa pubblica deve essere limpido nel suo agire e nei suoi comportamenti anche personali. Ricalcando un vecchio slogan sempre attuale “il personale è politico”; a chi viene investito dell’onere di essere portavoce della comunità si deve opportunamente chiedere di uniformarsi a criteri di assoluta legalità e coerenza e di non avere conflitti di interesse ovvero di non tutelare o generare con il proprio agire un altro interesse che non sia quello della collettività. L’assenza di conflitto di interessi è garanzia di maggiore libertà nella scelta delle soluzioni opportune. I comportamenti individuali infatti sono parte integrante dell’agire politico.

Crediamo nel valore dei beni comuni quali suolo, acqua, aria, paesaggio e che l’investitura data dal popolo ai suoi rappresentanti non ricomprenda anche questi ultimi nel loro campo decisionale. Quindi riteniamo che le decisioni che possono portare al loro stravolgimento debbano essere sottoposte alla decisione dell’intera comunità: questo è ciò che intendiamo per difesa dei beni comuni. Da quanto sopra deriva il nostro NO al Terzo Valico, opera paradigma di tutto ciò che rifiutiamo.

Il nostro territorio, le sue risorse, la nostra storia ed i nostri saperi debbono essere tutelati, preservati, fatti conoscere alle generazioni future e per le generazioni future. Solo attraverso la conoscenza e quindi la coscienza del proprio essere in un contesto si può ottenere un atteggiamento responsabile perché si difende solo ciò che si conosce e si introietta come “nostro“.

Il tema del lavoro ci è caro, anche se apparentemente potrebbe sembrare difficile da raggiungere: ci sembra necessario incentivare l’imprenditorialità giovanile e femminile con strumenti come la cooperazione, i consorzi e le reti d’impresa. Per questo riteniamo importante osservare le relazioni del territorio con i territori circostanti, pensando ad uno sviluppo locale supportato da progettazione e ricerca fondi: il Comune può essere un importante attore anche in chiave europea.

Occorre favorire la formazione di percorsi dedicati poiché l’aggregazione e la partecipazione si coltivano con l’accessibilità ai luoghi di incontro e favorendo l’occasione di partecipazione ai momenti decisionali. In questo senso appare importante il confronto, la collaborazione e la condivisione di idee con le reti preesistenti sul territorio e con tutti i cittadini arquatesi, ovvero che vivono o lavorano ad Arquata, quale che sia la loro provenienza.

Crediamo nel valore dell’ascolto quale primo elemento di una comunicazione sana tra individui e gruppi: siamo consapevoli che ciò richiede tempo e fatica, ma anche di quanto sia fondamentale dedicarvi attenzione e cura.

“Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano cammina insieme.”
(Proverbio africano)

Lo Statuto di ABC in pdf

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